raccolte tra arte, storia e fede

IL CULTORE

Un collezionista appassionato e meticoloso, che nel corso della sua vita ha raccolto materiale di vario genere: il Risorgimento, testimonianze civili sulla Prima Guerra Mondiale, la religiosità, fatti ed eventi capaci di raccontare il XX secolo, la numismatica, il Regno Lombardo-Veneto e molto altro ancora su fede e vita quotidiana.
Ogni oggetto custodisce una storia, ogni immagine un frammento di memoria.
Il Cultore nasce per dare voce a queste raccolte, trasformando una passione personale in un archivio condiviso, dove cultura, storia e spiritualità si incontrano.
Questo portale è stato creato nella convinzione che il collezionismo sia una tipica espressione dei gusti e delle inclinazioni individuali.
I collezionisti formano, di fatto, una comunità virtuale che condivide lo stesso linguaggio, gli stessi interessi e le stesse emozioni. Potrà esserci il collezionista che preferisce godere in solitudine il possesso esclusivo delle proprie rarità, ma la maggioranza ha voglia di condividere e mostrare ad altri, con orgoglio, quanto ha saputo raccogliere. Il collezionista, quindi, promuove e contribuisce all'elaborazione della storia e della cultura.

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COLLEZIONI

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Felice Polanzani incisore

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Felice Francesco Polanzani nacque nel borgo di Noale (Venezia) nel 1712. Non sono certe le informazioni sulla sua formazione artistica. Attorno alla metà del terzo decennio del secolo, fu attivo a Venezia nel campo della produzione cartografica, lavorando per i maggiori editori operanti in laguna. Nel 1745 partì per Roma, dove divenne Maestro d'Intaglio presso l'istituto di San Michele a Ripa. Del 1750 è la sua opera più celebre, il ritratto dell’amico Giambattista Piranesi (1720-1778). Dall’inizio degli anni Settanta l’intaglio di lettere fu l’unico campo in cui si cimentò, lavorando assiduamente per la Calcografia camerale apostolica. Felice Francesco Polanzani morì a Roma dopo il 1780.

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Gesù Bambino

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La scelta di raccogliere alcune immagini devozionali legate al tema di Gesù Bambino nasce essenzialmente dal desiderio di offrire al lettore un momento di suggestione poetica che viene destata dalle atmosfere che tali immaginette racchiudono. Questa esposizione, non vuole essere una raccolta di santini; desidera invece che chi si accosta al materiale trattato sia libero di interpretarlo attraverso la propria sensibilità: il proprio senso artistico e, non per ultimo, la propria memoria. Nell’epoca che stiamo vivendo, così colma di frastuoni e volgarità, può far bene riflettere su immagini che ci parlano di amore: amore per la dolcezza con cui le immagini stesse sono state costruite (a volte manualmente con la pazienza degna degli antichi Miniaturisti); amore per l’argomento trattato: e nello specifico Gesù Bambino attraverso la cui devozione si è sempre voluto dare dignità all’infanzia. Le raffigurazioni presentate sulla nascita di Gesù nella mangiatoia ed altri momenti di vita aiutano soprattutto i bambini che, nell’ammirare la bellezza delle varie immaginette, vengono a conoscere la storia e comprendono i valori cristiani come l’amore, la gentilezza e il perdono sviluppando in loro una base solida per la loro formazione morale. A Natale sono i bambini i veri protagonisti della festa e non a caso ogni adulto collega alcuni dei suoi momenti più magici e felici a tali periodi della propria vita. I Santini, attraverso il loro linguaggio iconografico semplice e comprensibile, hanno svolto in passato un ruolo molto importante in quanto offrivano un clima di formazioni e di educazione (bontà, obbedienza, rispetto dei genitori, amore per la natura e per valori ormai dimenticati) difficilmente riscontrabile in alcun altro mezzo di comunicazione attuale. E’ai bambini ed agli adulti che ancora oggi riescono a provare un’emozione di fronte a queste immagini, che vengono presentate; immagini amorevolmente conservate spesso all’interno dei libri di preghiere così fitti da fare raddoppiare lo spessore delle pagine. Attraverso la creatività e la bellezza di queste vere e proprie forme d’arte e di ingegno viene suscitato l’interesse e la curiosità del visitatore dando l’opportunità di avvicinarsi alla “dimensione Divina”.

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L'Angelo Custode

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Papa Clemente X nel 1670 fissò la data del 2 Ottobre la memoria dei Santi Angeli Custodi. La loro esistenza è un dogma di fede definito più volte in maniera solenne dalla Chiesa. Il termine di “anghelos” deriva dal greco e vuol dire “messaggero”. E’in questo modo gli Angeli appaiono nella Bibbia. Nella storia della salvezza, Dio affida agli Angeli l’incarico di proteggere i patriarchi, i suoi servi e tutto il popolo eletto. La Sacra Scrittura parla di altre missioni esercitate da questi Angeli, come quello di offrire a Dio le nostre preghiere e sacrifici, oppure di accompagnare l’uomo nella via del bene. Secondo la tradizione cristiana, l’Angelo Custode è un puro spirito creato da Dio, assegnato ad ogni persona come protettore e guida invisibile dal concepimento fino alla morte. Custodisce l’anima e il corpo, illumina l’intelletto e intercede per l’uomo accompagnandolo verso la salvezza eterna. Spesso sono raffigurati, come si vede in questa collezione, come custodi dei bambini; sono visti anche come guide costanti e “fratelli maggiori” spirituali. La fede nell’Angelo Custode trasmette la consapevolezza di essere amati, seguiti e mai soli nel proprio percorso di vita. L’Angelo Custode, per molte generazioni di bambini, è stato il primo personaggio incontrato sul proprio cammino di iniziazione alla fede cristiana. Vi era infatti l’usanza, in molte famiglie, di appendere sulla culla una sua immagine a scopo devozionale, oppure collocare, vicino alla porta della camera da letto, piccole acquasantiere riproducenti l’Angelo Custode. I bambini imparavano così a conoscerlo, ad amarlo e ad invocarlo nei momenti di particolare bisogno.

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La Vita di San PIO X

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Pio X nacque a Riese, in provincia di Treviso, il 2 giugno 1835, primo di dieci figli da Giovanni Battista Sarto e Margherita Sanson da una famiglia del popolo (anche questa una particolarità) povera ma non misera (almeno nei primi tempi). Dimostrò subito una spiccata intelligenza che gli fece percorrere con successo la formazione scolastica primaria ed emergere l’opportunità che proseguisse gli studi. Questa mostra celebra San Pio X, il “Papa mite e forte” (Giuseppe Sarto), evidenziando il suo profondo legame con la catechesi, l’Eucarestia e la sua umanità pastorale. Attraverso ritratti coevi e documenti storici, il percorso racconta l’uomo veneto diventato Santo, pontefice tra la tradizione e le sfide del primo Novecento. “instaurare omnia in Cristo”. Con questo motto, San Pio X ha guidato la Chiesa all’inizio del XX secolo, lasciando un’impronta indelebile nella spiritualità cristiana. Questa esposizione intende ripercorrere la figura di Giuseppe Sarto, non solo attraverso le cronache ufficiali del suo pontificato, ma guardando l’uomo: umile, mite, pastorale, profondamente legato alla sua terra veneta. La mostra guida il visitatore alla scoperta del “Papa dell’Eucarestia” e del “Papa della Catechesi”. Attraverso i documenti, gli oggetti e le immagini in mostra, emerge il ritratto di un Santo che ha saputo unire una ferma difesa della fede alla dolcezza pastorale, un uomo che ha posto l’Eucarestia al centro della vita cristiana.

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Collezione di medaglie raffiguranti S.PIO X

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Le medaglie pontificie non sono semplici oggetti devozionali ma veri e propri documenti storici e artistici che sigillano la memoria degli eventi. Questa mostra dedicata a San Pio X, il papa riformatore, offre uno spaccato unico del suo pontificato (1903-1914). Dalla promozione del canto gregoriano alla riforma del catechismo, fino alla fermezza contro il modernismo, ogni medaglia in esposizione racconta una pagina della sua intensa attività. Il metallo prezioso diventa specchio di una fede vissuta, dove l’effige di Giuseppe Sarto, con il suo tratto pastorale e ferreo al contempo – ci restituisce la complessità di una figura che ha guidato la Chiesa con l’umiltà di un parroco e la lungimiranza di un Pontefice dall’inizio del Novecento. Attraverso questa mostra riscopriamo la figura di Pio X, affettuosamente conosciuto anche come “il Papa Santo” nel cuore della devozione popolare. Le medaglie qui esposte non raccontano solo la storia del pontificato ma portano con se l’affetto dei fedeli che hanno visto Giuseppe Sarto un pastore vicino alle anime. Il suo amore per l’Eucarestia, la semplicità delle origini venete e la fermezza nella fede sono impresse in questi piccoli oggetti che, nel corso del Novecento, hanno accompagnato preghiere e pellegrinaggi. Ogni medaglia è un segno di fede, un ricordo prezioso della canonizzazione e un invito a riflettere sulla santità di una vita spesa per Cristo e per la Chiesa.

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Sant' Antonio da Padova

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Il questa mostra su Sant’Antonio di Padova trova vita la storia di immagini sacre dette “Santini” con lo scopo di suscitare al visitatore interesse e curiosità per il loro significato e la loro produzione. Si può affermare che le immagini sacre “santini”, in questi ultimi decenni, sono oggetto di collezionismo e meritano attenzione per la loro funzione e valore. Questi santini di interesse storico, biografico e iconografico oltre che religioso che parlano della vita di Sant’Antonio e prodotti da vari editori, trattano vari tipi di lavorazioni incisorie; incisioni litografiche, siderografiche, cromolitografiche ecc… realizzate su cartoncini o altro tipo di manufatto, che suscitano e testimoniano, per la loro vastità degli esiti, l’immaginario cattolico in rapporto alla figura di Sant’Antonio. Questa mostra tematica dedicata al Santo è suddivisa in vari capitoli che si evolvono parlando principalmente di fatti ed eventi accorsogli durante la sua vita. La documentazione presentata in mostra consente una ricostruzione principalmente storica che inizia dal santino del settecento fino ai giorni nostri e consente al visitatore di ammirare e anche meditare sul materiale esposto, spesso prezioso per l’epoca e per la fattura, in cui le immagini visive e il linguaggio iconografico in esse parlano della pietà popolare tramontata nel tempo. In queste immaginette sono maggiormente rappresentati e raffigurati i capitoli: Il libro che il Santo tiene in mano segno della predicazione dei Vangeli; Il Bambino Gesù, che Sant’Antonio tiene affettuosamente tra le braccia, quale simbolo dell’affettuoso rapporto di Sant’Antonio con i fanciulli del tempo; Il giglio, che sempre l’accompagna, quale simbolo di purezza e castità; I miracoli, che con il suo ministero di taumaturgo salva e grazia molte persone a Lui accorse. Ho riscontrato inoltre che molti di questi santini esposti in mostra esprimono, nelle preghiere in essi presentate un linguaggio nello stile dell’epoca e un monito a chiedere al Santo il Dono dei Doni: l’amore di Dio e il rifiuto della lontananza da Lui con il peccato. Sono state trascritte e tradotte dal retro dell’immaginetta molte preghiere di varie lingue, sono state scritte  Giaculatorie dedicate al Santo e per finire ci sono molti aneddoti sulle immaginette e sulla iconografia dei vari tipi di stampa appostati in Mostra.

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Immaginette con reliquie

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Benvenuti a questa esposizione che unisce due forme profondamente radicate nella pietà popolare: l’immaginetta sacra “o santino” e la reliquia. In un’epoca dominata dalla velocità e dall’effimero, questa mostra invita a una “sosta contemplativa”; un ritorno a quei piccoli testimoni di carta che per secoli hanno accompagnato la preghiera  quotidiana di milioni di fedeli. Il santino non è mai stato un semplice foglietto di carta stampata ma è stato spesso la prima “catechesi” domestica, il promemoria di una promessa. La presenza della reliquia - ex indumentis (dagli abiti) o ex corpore (dal corpo) – trasforma l’immaginetta in un reliquario portatile. Queste reliquie sono un modo per onorare la memoria di Santi e Beati, esempi di vita cristiana che ci precedono nel cammino verso Dio. Attraverso di esse si legge anche l’affetto del popolo cristiano verso persone amate come Sant’Antonio, Pio X, Santa Teresa ecc…

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Risorgimento Italiano

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 Questa mostra documentaria ripercorre le tappe fondamentali del Risorgimento Italiano, un processo storico, dinamico e in divenire che ha costruito l’identità nazionale tra la fine del Settecento e il 1861. Attraverso cimeli, documenti e testimonianze, l’esposizione racconta gli sforzi collettivi per creare uno Stato unitario e indipendente, riflettendo sui valori ideali ancora attuali. Oltre ai “Padri della Patria” come Mazzini, Garibaldi, Cavour e Vittorio Emanuele II°, la mostra vuole mettere in luce il contesto umano e ideale che ha mosso le loro azioni.  In un’epoca di continua evoluzione, questa esposizione vuole essere un ponte tra la memoria storica e le nuove generazioni offrendo uno spazio per riflettere sull’importanza di “stare insieme” come Nazione.

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Campanile di San Marco

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Questa mostra documenta il drammatico crollo del Campanile di San Marco il 14 Luglio 1912 e la sua straordinaria rinascita del “paron de casa”. Attraverso cartoline, fotografie d’epoca e documenti, l’esposizione racconta la resilienza di Venezia, culminata nella ricostruzione “dov’era e com’era” inaugurata nel 1912. Un viaggio tra memoria, disastro e orgoglio cittadino. Fu un evento catastrofico che colpì al cuore la città ma miracolosamente, grazie al preavviso delle prime crepe, non ci furono vittime umane, fatta eccezione per il gatto del custode. Questa mostra vi invita a percorrere quei giorni convulsi dal suono sinistro delle crepe che preannunciavano il disastro alla decisione immediata e unanime della cittadinanza: “dov’era e com’era”. Attraverso una selezione di immagini storiche, testimonianze inedite e studi ingegneristici del tempo, l’esposizione non racconta soltanto la fine del monumento, ma la storia di una rinascita. Immergetevi nel racconto di come Venezia ha saputo trasformare un cumolo di rovine in un nuovo, inossidabile atto d’amore per il proprio futuro.

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Prestiti e buoni patriottici risorgimentali

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Il finanziamento delle iniziative promosse soprattutto dai grandi del Risorgimento Nazionale, Mazzini e Garibaldi, o da associazioni patriottiche in loro nome, in tutte le regioni dove più sentito e manifestato il movimento politico unitario, dette luogo al rilascio di ricevute o "buoni" rappresentativi dei contributi raccolti. Questi documenti si presentano in più dei casi con forme grafiche di intenzionale attrazione, per farsi messaggeri della propaganda rivolta alla divulgazione del sentimento di unità nazionale. Si diffusero nell'ombra di accurata segretezza nei territori governati dall'Austria in quanto il loro scoperto possesso fu assunto a prova di partecipazione sovversiva tanto da essere punito con pene capitali. Proprio episodi di martirio diedero a queste carte un valore simbolico ben più alto di quello espresso in moneta commisurato all’ammontare dell’apporto finanziario prestato. I valori iscritti sono inseriti in modelli chiaramente imitanti i biglietti monetari emessi da varie associazioni patriottiche che pur privi di valore monetario stimolarono l’interesse del popolo e fatto sì che esso partecipasse alle varie iniziative Risorgimentali. Tutto ciò ha dato a loro una valenza psicologica. A questi buoni risorgimentali sogliono accodarsi i buoni emessi in tempi successivi a fronte di occasionali contribuzioni di analoga natura nei periodi della prima e seconda guerra mondiale fino alla costituzione della Repubblica Italiana.

 

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Cartamoneta Austriaca per il Regno Lombardo Veneto

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   Benvenuti a questa esposizione dedicata ad un capitolo affascinante e spesso trascurato della nostra storia monetaria: la carta moneta del Regno Lombardo Veneto. Questo periodo compreso tra la fine dell’era Napoleonica e le guerre d’indipendenza (1815-1866) ha visto la convivenza di due anime – quella milanese e quella veneziana – sotto l’egida asburgica. I biglietti in mostra non sono semplici strumenti di scambio ma documenti storici di eccezionale valore. Questa mostra invita il visitatore a guardare oltre il valore nominale, per scoprire la storia che si cela dietro ogni banconota: le storie dei commercianti, dei viaggiatori e dei cittadini che hanno maneggiato queste carte in un’epoca di profonde trasformazioni. Si può dire che attraverso rari biglietti di banca è possibile esplorare l’evoluzione economica, grafica e storica di un periodo cruciale dove la valuta non era solo scambio ma identità e potere.

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Cartamoneta di occupazione

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Cartamoneta Italiana

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Questa mostra offre un viaggio affascinante attraverso l’evoluzione della cartamoneta Italiana, dalle prime emissioni della Banca d’Italia fino all’evento dell’Euro. Attraverso banconote rare e documenti storici, l’esposizione racconta la storia economica, sociale e artistica dell’Italia, evidenziando il passaggio dei biglietti emessi dalla Banca d’Italia. La cartamoneta non è semplice carta filigranata; è lo specchio della storia di una nazione, un documento che narra le sue fasi, le sue riprese, il suo volto artistico iconografico e la sua evoluzione politica. Questa mostra propone un itinerario cronologico ed estetico attraverso il denaro circolato in Italia, fino alla solida stabilità della moneta unica europea. Visitare questa mostra significa ripercorrere le tappe fondamentali del nostro Paese; dalle banconote del Novecento, veri e propri capolavori di incisioni spesso legati alle figure del Risorgimento, fino al boom economico rappresentato dalle iconiche banconote che hanno accompagnato la lire per decenni con i ritratti di artisti, scienziati e vedute paesaggistiche che hanno definito l’identità visiva Italiana. L’obbiettivo è portare lo spettatore altre la mera funzione di scambio del denaro, valorizzando la cartamoneta come bene culturale. Attraverso rarità collezionistiche, la mostra illustra le tecniche di sicurezza, la bellezza dei bozzetti e la narrazione storica che ogni biglietto porta con se, offrendo uno spaccato unico della nostra identità economica e artistica.

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Satire e vignette umoristiche risorgimentali

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Il Risorgimento Italiano non è stato solo il frutto di battaglie campali, cospirazioni silenziose e discorsi solenni; è stato anche e soprattutto, nell’immaginario collettivo dell’epoca, una feroce, arguta e spesso dissacrante battaglia di immagini. Questa mostra di “satire e vignette umoristiche” invita a riscoprire il volto più ironico e pungente dell’unificazione nazionale, attraverso le vignette e i giornali satirici che infiammarono le piazze e i salotti del XIX° secolo. 
Lungi da essere mero intrattenimento, la satira risorgimentale fu una vera e propria arma politica. In un’Italia ancora gran parte analfabeta, la caricatura, diffusa attraverso fogli volanti e giornali satirici ebbe il potere di semplificare concetti complessi, sbeffeggiare i potenti e unire il popolo attorno all’ideale risorgimentale. Il nemico straniero, ad esempio “Radetzky, veniva ridicolizzato, i sovrani assoluti spogliati dalla loro autorità e gli eroi del nostro Risorgimento – da Garibaldi a Cvour e Vittorio Emanuele II° con Pio IX° - umanizzati, talvolta bonariamente criticati. Visitare questa mostra significa immergersi nel clima vibrante e polemico degli anni che vanno dal 1848 fino al completamento dell’unità d’Italia. Invitiamo il visitatore a non limitarsi a osservare, ma a “leggere” queste vignette, cogliendone i riferimenti storici e l’acutezza politica, scoprendo così che, ieri come oggi, la satira è una forma alta di libertà e un termometro infallibile del sentire di una Nazione.

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DAL FASCISMO ALLA REPUBBLICA

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Questa esposizione documentaria invita ad un viaggio nel cuore del Novecento Italiano, un percorso complesso e sofferto che attraversa la fine dello stato liberale, l’installazione della dittatura fascista, il dramma della guerra e della Resistenza, fino alla nascita della Repubblica e all’approvazione della Carta Costituzionale. Attraverso manifesti, cartoline, fotografie, diari e oggetti d’antiquariato, la mostra si propone di restituire non solo la storia “dei grandi eventi” ma anche quella vissuta sula pelle dei cittadini. Il percorso espositivo intende documentare il ventennio fascista non solo nella sua celebrazione scenografica ma, attraverso la pervasività della propaganda, la censura e la bonifica dei libri di testo fino alla rovinosa svolta bellica. L’ultima parte narra il crollo del regime, la tragedia del conflitto e la Resistenza, periodo che ha visto le carte del C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale) intrecciarsi con il vissuto quotidiano fatto di paure, privazioni e lotta per la libertà. Infine, l’approdo alla Repubblica: il referendum istituzionale del 2 giugno 1946 e l’Assemblea Costituente, dove voci politiche diverse hanno saputo costruire, nel segno dell’antifascismo, il pilastro fondamentale della nostra democrazia.

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SCAPOLARI

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Lo scapolare, termine derivato dal latino scapola (spalla o scapole), originariamente era uno stretto mantello che copriva solo le spalle ed una certa parte del braccio scendendo in lunghezze diverse davanti e dietro la persona. Tenuto aderente al corpo da una cinghia o cordone, permetteva libertà di movimento. Fu adottato come sopraveste monacale dagli antichi monaci  d’Egitto e da comunità medioevali, specialmente Carmelitani e Antoniani. Oggi lo Scapolare è un oggetto religioso formato da due quadrati di stoffa uniti da due nastri. Fra i più antichi ci sono quelli Carmelitani a cui ci si sono aggiunti quelli Francescani e successivamente molti altri, oggi meno usati oppure in completo disuso. Gli Scapolari hanno la funzione di proteggere le persone da ogni tipo di male; chi lo indossa però deve seguire una determinata regola di vita e compiere ogni giorno o periodicamente esercizi di pietà e di devozione uniti a volte a pratiche penitenziali (digiuni, vigilie, ecc...). L’uso dello Scapolare implica una scelta di vita ed una partecipazione personale a determinate istituzioni. Questo, non è necessario per l’uso di medaglie, ad eccezione della “Medaglia miracolosa” a cui sono legate determinate promesse alla Madonna che esigono un certo comportamento di vita. Per motivi di igiene oggigiorno la Santa Sede permette di sostituire lo Scapolare di stoffa con medaglie che ricevono una benedizione specifica, naturalmente ciò comporta gli stessi doveri ed ha lo stesso valore come fosse lo Scapolare. Occorre infine sapere che, mentre per indossare una medaglia non è richiesto alcun rito speciale e non è neppure necessaria  la benedizione del Sacerdote, per indossare lo Scapolare bisogna fare domanda all’ordine ove viene benedetto ed imposto con un piccolo rituale prescritto dall’ordine stesso.

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I Reliquiari

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Il reliquiario è l’oggetto prescelto a custodire e conservare le reliquie dei Santi, o della Vergine, o della croce spesso arricchito da ornamenti di notevole pregio intrinseco ed artistico. Già nell’alto Medioevo vi erano reliquiari in oro, in argento, in materiali diversi, in cristallo, in avorio, in stoffa, in legno, ecc. I più antichi reliquiari servirono per tenere particelle della Croce o terra dei luoghi santi o reliquie di ossa di martiri e venivano collocati sotto gli altari. Nella tradizione cristiana la reliquia è ciò che resta di un corpo umano, oppure degli oggetti che furono in contatto con una persona venerata come santa e che ne hanno assorbito in un certo qual modo le virtù. Alle origini i reliquiari erano accompagnati da un apposito documento rilasciato da un’autorità ecclesiastica che  garantiva l’autenticità della reliquia. Il culto e la venerazione di questi oggetti sono oggi disciplinati dalla Chiesa con codici e decreti emessi dalla Congregazione dei riti. E’ tollerato il culto privato di una reliquia di Santi o Beati morti in fama di santità, mentre l’ammissione al culto pubblico richiede sempre l’intervento dell’autorità ecclesiastica. Ai nostri giorni questi oggetti sono poco conosciuti e sono di difficile reperimento essendo gli stessi passati in disuso.

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Placchette Devozionali

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 Diversamente dalle medaglie, le placchette sono stampate solo su una faccia e non sono quasi mai oggetti a sé stanti, ma venivano utilizzate come ornamento, ad esempio: inserite nelle rilegature dei libri, oppure su astucci tascabili o su quadretti devozionali. La maggior parte di esse è stata realizzata con materiali metallici, ma se ne possono trovare anche in madreperla oppure in materiali ossei. Su molte di esse si notano dei fori che permettevano di poterle cucire o chiodare su un qualsiasi supporto. In mancanza di fori, i mezzi più usati per applicarle al supporto erano la pece a caldo o altri tipi di collanti.

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EX-VOTO e P.G.R. (per grazia ricevuta)

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 L’ex-voto, di norma, è un’offerta concreta e tangibile fatta a Dio; ricorda ai fedeli che la Madonna ed i Santi possono intervenire o sono intervenuti in situazioni di bisogno e/o necessità particolari. Qualsiasi oggetto può diventare ex-voto, tuttavia fra quelli più diffusi vi sono le tavolette votive, i cuori ed altre strane raffigurazioni lavorate soprattutto in argento. Le tavolette dipinte raffigurano una preghiera esaudita, tradotta in immagine dell’evento accaduto (incidenti vari, guarigioni da malattie, ecc.), l’intervento divino della Madonna o dei Santi ed una breve didascalia. Questo ultimo elemento indica il momento preciso in cui si è verificata la grazia. Molte delle persone graziate, anziché donare l’ex-voto, per dimostrare la loro riconoscenza preferiscono fare un’offerta in denaro. L’ex-voto, di norma viene offerto ad un santuario dopo aver ottenuto la grazia, “il miracolo”. Per chiedere ed ottenere questo intervento divino viene indicato un procedimento devozionale particolare e molte volte diverso da santuario a santuario: 1°) innanzitutto avere molta fiducia in Dio, specialmente quando la speranza nei mezzi umani viene meno; 2°) ogni domanda di grazia deve poggiare su Gesù Eucaristico, fonte di grazie e di ogni benedizione,e sull’intercessione valida ed efficace di Maria o di un Santo; 3°) raccomandarsi alla Vergine con una novena o triduo, o con altre pratiche di esercizi devozionali. Gli ex-voto costituiscono un elemento di arredo caratteristico dei santuari; se un santuario ne è privo vuol dire che è poco frequentato e non vissuto dalla gente.

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CARTOFILIA NUMISMATICA

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La cartofilia è il collezionismo di cartoline illustrate. Nato a fine Ottocento e diffuso come hobby  trasforma semplici cartoncini in documenti storici, artistici e di costume. La cartofilia, talvolta definita anche “deltiologia”, consiste nella raccolta e studio delle cartoline illustrate. Ogni cartolina cattura momenti, luoghi e costumi di un’epoca passata, rendendola oggetto di alto valore d’antiquariato. Visibile in questa raccolta è che esistono vari ambiti di oggetto di queste cartoline. Qui è possibile notare come, in relazione al tema o al soggetto (esempio: Tanti Auguri di Buon Matrimonio, Saluti o buona fortuna ecc..), la loro provenienza sia un elemento identificativo. Negli ultimi anni si è visto una rinascita della cartofilia poiché i collezionisti hanno reso possibile la sua evoluzione da passatempo a vero e proprio interesse storiografico. La presente raccolta di cartoline, in cui si manifesta il tema del denaro, sono state progettate specificatamente per fare gli Auguri e spesso chiamate “biglietti porta soldi”, e sono molto diffuse all’estero soprattutto  nei periodi Natale  e di Capodanno. Raffigurando il denaro, monete o simboli di ricchezza come nel caso di queste cartoline portafortuna, sono un Augurio di prosperità, abbondanza e successo economico per il futuro. Queste sono adatte per molteplici occasioni , usanza praticata in varie parti del mondo. In sintesi, uniscono la praticità del regalo in contanti alla tradizione di un pensiero gentile e degli auguri scritti.

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il collezionismo: tra passione, investimento e storia

Il collezionismo non è solo un passatempo: è un modo di pensare, una forma di guardare il mondo, una lente attraverso cui osservare il tempo, la memoria e il valore. Da secoli l’essere umano raccoglie oggetti — non solo per possederli, ma per studiarli, conservarli e raccontarli. Dietro una collezione si nasconde sempre una storia personale e, molto spesso, un intreccio con la grande Storia. Ogni oggetto raccolto non è soltanto un testimone del passato, ma anche uno specchio del presente: del gusto di chi lo sceglie, del mercato che lo muove e del valore che gli viene attribuito.

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glossario del collezionista

Dizionarietto: per una terminologia convenzionale

 è un insieme di glossari tecnici e terminologie specifiche essenziali per identificare, valutare e scambiare oggetti d'arte, antiquariato, numismatica, filatelia e collezionismo vario . Questi strumenti definiscono lo stato di conservazione, l'autenticità e le caratteristiche uniche dei pezzi

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cenni storici sul collezionismo

Il fenomeno del collezionismo si manifestò per la prima volta nel mondo occidentale in epoca romana; i generali romani, come Pompeo e Cesare, tenevano in gran conto le loro collezioni, composte da prestigiosi trofei di vittoria e bottini di guerra, che era uso comune esporre in pubblico e che favorirono il diffondersi di un gusto privato. Oggi il collezionismo è un hobby che consiste nella raccolta di oggetti di una particolare categoria. L’insieme di oggetti raccolti viene chiamato collezione. Le collezioni sono spesso ben organizzate, catalogate e attrattivamente esposte.

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